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E’ pronto il Piano Locale di Prevenzione
2010-2012 dell’Asl AT che raccoglie più di 80 tra progetti e linee
d’intervento a favore della salute della persona.
“Il Piano della prevenzione dell’Asl AT – spiega la dottoressa Daniela
Rivetti, direttore del Dipartimento e della Direzione integrata della
Prevenzione - è una tappa importante di un percorso che tende
all’integrazione delle professionalità, al governo dei processi e alla
trasparenza delle azioni. E’ stato redatto grazie alla volenterosa
collaborazione di 60 operatori appartenenti a 28 strutture dell’Asl e si
propone come strumento di programmazione, ma anche come mezzo di
comunicazione. E’ noto, infatti, che gli effetti della prevenzione sono
fortemente influenzati dal contesto, dalla consapevolezza e
dall’accettazione sociale: per questo motivo il piano è stato portato
all’attenzione dei sindaci e sarà divulgato a tutti i portatori di
interesse affinché programmi, azioni e risultati siano il più possibile
conosciuti e condivisi”.
Nei paesi industrializzati buona parte della spesa sanitaria si coagula
attorno a malattie determinate da soli sette fattori di rischio:
ipertensione, fumo (il 24% della popolazione fuma e il 40% dei tabagisti
tenta di smettere senza riuscirci), alcol (un astigiano su dieci ha
abitudini di consumo considerate a rischio), ipercolesterolemia, eccesso
ponderale (il 30% degli adolescenti e il 45% degli adulti è in
sovrappeso), scarsa attitudine all’attività fisica (meno della metà dei
cittadini la pratica adeguatamente), basso consumo di frutta e verdura
(meno del 10% della popolazione ne mangia a sufficienza).
Per l’Asl diventa pertanto fondamentale aumentare quanto più possibile
l’efficacia della prevenzione, per migliorare la salute della
popolazione e ridurre le necessità di cura.
Realizzato a cura della Direzione integrata della prevenzione, il Piano
si articola in nove capitoli: stili di vita, sicurezza alimentare,
malattie trasmissibili, rischi in ambiente di vita e in ambiente di
lavoro, incidenti domestici e stradali, screening dei tumori della
cervice uterina, della mammella e del colon-retto, prevenzione in età
scolare.
Si tratta degli stessi obiettivi di salute indicati dal Piano Regionale
della Prevenzione.
Le nove voci definite
Comportamenti e
stili di vita non sono ascrivibili solo a scelte
e responsabilità individuali, ma anche e soprattutto a condizioni
ambientali e sociali. La gestione degli interventi di prevenzione deve
quindi trovare la collaborazione sinergica fra diversi attori
all’interno ed all’esterno dell’Asl. Internamente sono stati previsti
percorsi integrati fra ospedale e territorio che si concretizzeranno
proficuamente nelle Case della salute. Fuori Asl l’interazione si
realizza soprattutto nella scuola, ma anche grazie alla collaborazione
con istituzioni e attori sociali quali i comuni, i produttori
alimentari, gli operatori della ristorazione e le associazioni di
categoria.
Il perseguimento e la tutela della
sicurezza alimentare
garantisce contro i pericoli da contaminazione chimica e microbiologica
degli alimenti; comprende, tra l’altro, il controllo degli alimenti e
della produzione alimentare, dell’acqua destinata al consumo umano,
degli allevamenti e dell’alimentazione animale.
Ad ampio spettro si muove il processo di
prevenzione delle malattie
trasmissibili: vaccinazioni in età infantile e adulta, controllo dei
focolai infettivi e delle zoonosi, prevenzione delle infezioni
ospedaliere, medicina dei viaggi, sorveglianza dell’antibioticoresistenza
in ambito umano e veterinario. Nel reparto Malattie Infettive del
Massaia, inoltre, prosegue l’attività di prevenzione, diagnosi e cura
delle patologie a trasmissione sessuale attraverso lo specifico
ambulatorio, che garantisce all’utenza l’anonimato.
Nell’attività di
prevenzione dei rischi in ambiente di vita,
l’Asl AT è stata scelta come sede del progetto regionale di
“Sperimentazione dei modelli di impatto ambiente/salute” per fornire
alle Amministrazioni comunali e provinciali un supporto sempre più
qualificato nella valutazione della ricaduta sanitaria degli
inquinamenti e dei fattori di rischio ambientali.
Per quanto riguarda
l’ambiente di lavoro, i comparti più a
rischio sono le costruzioni, l’agricoltura ed i trasporti. Le attività
saranno caratterizzate dall’informazione, dall’assistenza e dal
coordinamento con gli altri soggetti della prevenzione. Le attività di
vigilanza e controllo saranno effettuate secondo i criteri che sono
stati definiti nell’ambito dei piani regionali (edilizia e agricoltura).
Si stima che gli
incidenti domestici siano la causa di alcune
migliaia di accessi al Pronto Soccorso ogni anno. Sono maggiormente
coinvolti bambini piccoli e persone anziane, verso le quali sono rivolte
iniziative di informazione e promozione.
Monitoraggio, informazione, promozione ed educazione nelle scuole,
collaborazione con Prefettura e forze dell’ordine, sono le direttrici
dell’Asl in risposta al problema degli
incidenti stradali.
Nell’Astigiano si registrano 345 sinistri ogni 100.000 abitanti (il 4%
sono mortali).
Nel 2009 l’impegno dei servizi dell’Asl AT ha consentito di invitare
tutta la popolazione “bersaglio” allo
screening per il tumore delle
cervice uterina, della mammella e del colon-retto (programma
“Prevenzione Serena”). Sono stati effettuati 9.867 Pap-test, 9.154
mammografie, 582 rettosigmoidoscopie e 6.272 esami per la ricerca del
sangue occulto nelle feci. Obiettivo 2010 è migliorare l’adesione allo
screening organizzato attraverso un’informazione diffusa con particolare
attenzione alla popolazione più vulnerabile per condizione sociale ed
età.
Quattro, infine, i tipi di
screening in età scolare che l’Asl AT
promuove per bambini e ragazzi: diagnosi precoce dell’ambliopia e dei
difetti visivi, visite per individuare sovrappeso e dismorfismi del
rachide.
Piano Locale della Prevenzione 2010-2012
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