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DONARE IL MIDOLLO OSSEO

Cosa sono midollo osseo e cellule staminali

Donare midollo osseo e cellule staminali vuol dire donare una vita.
Il midollo osseo, o sangue midollare, è un fluido contenuto in alcune ossa del nostro corpo ricco di cellule staminali emopoietiche, che hanno il compito di produrre i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine che troviamo nel sangue che circola nel nostro corpo.
E’ importante ricordare che il midollo osseo non è il midollo spinale.
Le cellule staminali si trovano anche, ma in scarsa quantità, nel sangue periferico.

Perchè diventare donatore

In Italia a circa 1000 persone ogni anno (di cui quasi la metà bambini) viene diagnosticata una malattia onco-ematologica (leucemia, linfoma, mieloma, talassemia, ecc.). Le cellule staminali presenti nel sangue midollare ne permettono la cura: in molti casi, per continuare a vivere, al trapianto non vi è alternativa.
La compatibilità genetica è un fattore piuttosto raro tra consanguinei (1:4) e lo diventa ancora di più tra estranei (1:100000).
Per coloro che non hanno un donatore consanguineo, la speranza di trovare un midollo osseo compatibile per il trapianto è legata all'esistenza del maggior numero possibile di donatori volontari “tipizzati”, dei quali cioè sono già note le caratteristiche genetiche, registrate in una banca dati. Questi registri nazionali, collegati tra di loro in una rete internazionale, rendono accessibile ad un singolo paziente un pool di donatori estremamente ampio.

Come lo si diventa

Per diventare un potenziale donatore è necessario iscriversi al Registro italiano donatori midollo osseo, che ha sede all’ospedale Galliera di Genova: lo può fare chi ha compiuto i 18 anni di età e non ha superato i 35 (in Piemonte i 40).
Ogni persona sana può diventare donatore.
E' necessario pesare almeno 50 kg, essere in buone condizioni di salute e condurre uno stile di vita senza comportamenti a rischio.

E' doveroso autoescludersi nelle seguenti condizioni:
assunzione di droghe
alcolismo
rapporti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive (occasionali, promiscui, ecc.)
epatite o ittero
malattie veneree
positività per il test della sifilide
positività per il test Aids (anti-HIV 1)
positività per il test dell'epatite B (HBsAg)
positività per il test dell'epatite C (anti-HCV)
rapporti sessuali con persone incluse in questo elenco

Se il candidato donatore soddisfa tutte le regole del reclutamento, viene iscritto alla banca dati sottoscrivendo il modulo di “consenso informato” e viene caratterizzato (tipizzato) per gli antigeni HLA. Questo esame, eseguito su una piccola quantità di sangue (circa 10 mL prelevati, anche non a digiuno), è abbastanza complesso e viene eseguito solo da alcuni laboratori specializzati.
I dati genetici del potenziale donatore vengono registrati su un archivio informatico e trasferiti, attraverso il registro regionale, a quello nazionale. Successivamente, se viene riscontrata identità a quello che potremmo definire "primo livello", con uno qualsiasi dei pazienti in lista di attesa il volontario è richiamato per ulteriori prelievi di sangue, necessari per indagini genetiche più raffinate.
E’ probabile che durante le fasi successive dell'indagine ("secondo e terzo livello") la compatibilità con il paziente decada e che, pertanto, il donatore non veda realizzato l'intento espresso all'iscrizione: dare il proprio sangue midollare per salvare una vita.
Non importa! I dati genetici (più completi ed approfonditi) non andranno  perduti: la persona in questione, in seguito, potrà infatti risultare compatibile per un altro paziente.
In qualsiasi momento il donatore avrà diritto di ritirare il proprio consenso. Se non lo farà, rimarrà iscritto sino al compimento del 55° anno di età.

Come avviene la donazione

L’Admo e la realtà astigiana

A cura di:

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