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DONARE GLI ORGANI - APPROFONDIMENTO

Cos’è la donazione

Donare gli organi significa acconsentire al fatto che, dopo la morte, alcuni organi ancora vitali (reni, fegato, cuore, polmoni, pancreas, ecc.) vengano prelevati dal cadavere per essere trapiantati ad ammalati gravi che ne hanno necessità per sopravvivere.
Parlando di donazione dopo la morte, si configurano due possibili soggetti "donatori": il deceduto, che può avere espresso in vita l'assenso o il diniego al prelievo degli organi dal proprio cadavere, e la famiglia che, in assenza di tale manifestazione di volontà, è chiamata a esprimersi in merito.
Esiste poi, ma solo per determinati organi, la donazione da vivente: questo significa che un organo non indispensabile alla vita (come rene), o una parte di organo (ad esempio il fegato di un adulto da cui si ricava un fegato da bambini), può essere donato da un familiare o anche da un estraneo, previo accertamento del giudice che escluda il fine di lucro.

Cosa è possibile donare

Organi: cuore, reni, fegato, polmoni, pancreas e intestino.
Tessuti: pelle, ossa, tendini, cartilagine, cornee, valvole cardiache e vasi sanguigni.

Ogni organo potenzialmente disponibile che non viene donato, per qualsivoglia ragione, rappresenta per un ammalato la perdita della vita, che con il trapianto sarebbe recuperabile in termini di qualità e durata assai vicini alla normalità.

Le procedure e i servizi ad Asti

Le attività di prelievo e di trapianto, per la complessità e l'importanza che rivestono, non possono essere svolte singolarmente da un solo chirurgo, ma interessano un grande numero di specialisti che cooperano e formano un'équipe medica, alla quale è affidato non un semplice intervento, ma un processo articolato e complesso.
Tuttavia, è bene precisare che i casi di trapianto, proprio per il valore e l'importanza che comportano, coinvolgono tutto l'ospedale e la direzione sanitaria in prima istanza.
Prima di giungere al trapianto, infatti, si passa attraverso fasi diverse e articolate, ognuna essenziale per il buon esito dell'intervento:

1. diagnosi e cura dei riceventi in attesa
2. gestione delle liste d'attesa secondo criteri condivisi e trasparenti
3. diagnosi e cura del futuro donatore in rianimazione e accertamento collegiale della morte
4. prelievo degli organi nell'ospedale che ha trattato il donatore
5. individuazione dei riceventi dalla lista d'attesa e loro preparazione al trapianto
6. analisi, conservazione, trasporto e distribuzione degli organi
7. trapianto dei singoli organi
8. cura post - operatoria dei trapiantati e loro riabilitazione

Coordinamento locale dei prelievi d’organo di Asti

Dal 2000 opera all’Asl di Asti il Coordinamento Locale dei Prelievi d’Organo, organizzazione interna all’Azienda che ha il compito di collaborare con il Coordinamento regionale dei prelievi per semplificare le diverse fasi del processo della donazione:

1. diffusione della cultura della donazione
2. formazione del personale
3. identificazione e mantenimento del donatore
4. gestione dei rapporti con la famiglia del donatore
5. gestione dell’organizzazione della sala operatoria

Donatore o ricevente?

Le probabilità di avere bisogno di un organo sono decisamente superiori a quelle di morire nelle condizioni che consentono di donarlo.
Ogni donatore, infatti, dona in media tre organi a tre diversi riceventi (talvolta quattro o cinque) e questo significa che, per ognuno di noi, le probabilità di avere necessità di un trapianto sono circa quattro volte maggiori di quelle di diventare donatore.
Da questo punto di vista la contrarietà alla donazione appare come una singolare forma di autolesionismo collettivo, soprattutto se si considera che, in questo caso, non ci sono vie d'uscita alternative. Non esiste provvedimento legislativo o assistenziale che possa sostituire la donazione.