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SOTTO L’ACRONIMO F.I.D.U.C.I.A. STA LA NOSTRA STRATEGIA

Presentate ieri, lunedì 17 dicembre, presso l’Aula Magna del polo universitario di Asti, le Linee Strategiche Aziendali dell’ASL AT. Un percorso che nasce ad agosto di quest’anno e trova nella giornata di oggi la prima condivisione con gli Stakeholders, dopo il passaggio al Collegio di Direzione.

Partendo da un contesto di riferimento generale, che evidenzia come il 30% della popolazione soffra di almeno una patologia cronica, si arriva ad un’analisi specifica sul territorio astigiano, che rispecchia il trend nazionale con qualche criticità in più data l’anzianità della popolazione, e che rileva che proprio i pazienti fragili e al di sopra dei 65 anni siano inseriti in un contesto territoriale grandemente frammentato caratterizzato sempre più dalla difficoltà di spostamento in centri a dimensione molto piccola.

Si passa, poi, alla Swat Analysis, in cui si rivelano i punti di forza maggiore della ASL AT basati su una struttura ospedaliera di primo livello e della presenza di strutture di cure intermedie dislocate proprio sul territorio con un Presidio Sanitario Territoriale a Nizza e quattro Case della Salute, e su un radicato approccio integrato tra Ospedale e Territorio associato a percorsi di presa in carico grazie al supporto operativo delle associazioni di volontariato.

Oggetto di particolare monitorazione, invece, sono l’obsolescenza tecnologica dovuta ad apparecchiature ormai datate acquistate nel 2004, in concomitanza dell’apertura dell’ospedale, il reperimento di nuove unità di personale ed il miglioramento delle prestazioni di ricovero per il pieno soddisfacimento dei parametri PNE (Programma Nazionale Esiti).

Ad oggi ciò che è stato fatto è molto: avviata la procedura per la sostituzione di attrezzature a maggiore urgenza, predisposto il Piano di Rientro per i Tempi di Attesa ed attivato il relativo potenziamento interno per la riduzione, raggiunti i finanziamenti e completata la transazione con il costruttore per la realizzazione del tanto atteso Presidio Territoriale di Valle Belbo, aperti ambulatori infermieristici a supporto delle cronicità sul territorio, ma l’”agenda” futura è ricca e ben chiara.

Di profonda levatura l’intervento del Prof. Emanuele VENDRAMINI, Ordinario presso Università Cattolica del Sacro cuore di Piacenza e Affiliate Professor di Government, Health and Not for Profit presso SDA Bocconi School of Management, focalizzato sugli ‘Elementi di comparazione sui percorsi di Presa in Carico e delle strutture di cura intermedie nelle differenti regioni italiane’: “Quella di oggi deve essere una riflessione multidisciplinare e multidimensionale, non solo clinica, ma cognitiva,  sulle linee di tendenza che stanno caratterizzando le regioni più innovative e attente  ai cambiamenti di bisogni della popolazione, tra cui Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana, alla ricerca di una traiettoria uniforme tra le varie scelte possibili concentrandosi in special modo sul tema del territorio e delle cronicità nell’anziano fragile. Essenziali le tematiche di ”appropriatezza”, degli ambiti di cura in special modo, su cui gran parte delle regioni sono concentrate per trovare le risposte adeguate a misura del paziente, e del ripensamento del rapporto tra i vari attori e le varie strutture in un’ottica di rete, da cui parte l’esigenza delle Regioni più sensibili nel richiedere a tutte le ASL di ricomporre una Rete che spesso è frammentata per mille motivi.”

Rete e Appropriatezza, insomma, in un contesto nazionale che sta muovendosi verso una sintesi comune ed uniforme sul tema delle cronicità che è poi il tema del futuro del Servizio Sanitario Nazionale.

Interviene, così, il Direttore Generale, Mario ALPARONE, spiegando il senso del lavoro: “Numerose sono le parole chiave che il dott. Vendramini ha citato e che sono anche le nostre: “rete”, “fare squadra”, “territorio”, “processi”, “ruoli”. In sei mesi abbiamo osservato molte di questi concetti all’interno della nostra ASL riscontrando che siamo straordinariamente ricchi e pronti ad affrontare questa sfida, ma va fatto del lavoro. Ed il lavoro si fa partendo da un’analisi del contesto generale applicato a ciò che abbiamo internamente per raggiungere una sintesi e capire cosa ancora sia necessario. Quello di oggi è un percorso programmatico in progressione che non trova in questo pomeriggio di riflessioni condivise tra i nostri stakeholders un punto finale, ma certo è un momento cardine.” E prosegue: “F.I.D.U.C.I.A. è il nostro concetto base, ci riconosciamo in questo programma, in questo che non è solo un acronimo, ma l’esemplificazione della relazione di fiducia tra la rete ed il rapporto con i nostri pazienti. F è lettera capitale. Fragilità, perché il paziente fragile e cronico è la nostra priorità, nella sua presa in carico completa. I di Integrazione, tra Ospedale e Territorio, messi a sistema tra di loro, strutturando percorsi su “chi fa cosa”, quali sono i ruoli centrali. D come Digitalizzazione perché le informazioni al cittadino corrano veloci e strumenti come la prenotazione on line o l’informatizzazione delle cartelle cliniche siano all’ordine del giorno. U di Unione, dell’Azienda, nell’organizzazione delle varie strutture, sia sanitarie e ambulatoriali, che amministrative e tecniche, utilizzando al meglio le risorse e proiettando verso un obiettivo comune, prevedendo anche delle modifiche all’atto aziendale. C, Comunicazione, quella che non può mancare oggi per diffondere le notizie più diffusamente, con un restyling del sito e l’attivazione di pagine social e avvalendoci anche di percorsi di customer al fine di comprendere meglio da che parte andare. I come Innovazione, alla ricerca di nuovi strumenti per la gestione amministrativa, con modalità più avanzate e agevolanti percorsi interni di sviluppo e politica del personale per la valorizzazione del potenziale, ma anche innovazione rispetto alle nuove metodologie per gli investimenti al fine di rendere i servizi più all’avanguardia. Ed infine A, Attenzione: se non lavoriamo sulla domanda, “siamo bruciati”. Sia in riferimento alle Liste di Attesa, al Piano Nazionale Esiti ed ai Tempi di Attesa interventi monitorati. Traiettorie, queste, non nell’ottica di stravolgere, ma potenziare al meglio quello che già esiste, per giocare un ruolo di primo piano in Piemonte.”

Infine, dichiarazioni di soddisfacimento verso le strategie presentate anche da parte di Antonio SAITTA, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, impossibilitato a partecipare per intervenuti impegni nazionali: “Le strategie aziendali dell’Asl di Asti sono coerenti con l’impostazione che la Regione ha indicato ai Direttori generali. Il piano per la riduzione dei tempi di attesa, le assunzioni di personale programmate nei prossimi mesi, l’apertura degli ambulatori infermieristici a supporto delle cronicità a Canelli, Nizza, Villafranca, San Damiano, la sperimentazione del codice d’argento per gli over 75 che accedono al pronto soccorso dell’ospedale di Asti, la firma della transazione per la ripresa dei lavori nel presidio della Valle Belbo, sono gli obiettivi principali sui quali sono certo che si concentrerà l’impegno della Direzione generale e di tutti gli operatori nel 2019 e negli anni a venire.”

Asti,
12/18/2018

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Ultimo aggiornamento del 18/2/2019

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