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IL RUOLO DELL’ATTIVITÀ FISICA NEL TRATTAMENTO DELL’ARTROSI.

ASL AT. Il ruolo dell’attività fisica nel trattamento dell’artrosi.

 Prosegue il progetto “La Salute è… movimento”. Una collaborazione tra Asl e Università

di Scienze Motorie (Suism)

 

L'artrosi è una malattia cronico-degenerativa che colpisce le articolazioni, in particolare la colonna, le anche, le ginocchia, le mani e i piedi e determina lesioni che partendo dalla cartilagine articolare arrivano ad interessare tutte le sue strutture e le ossa. L' articolazione si deforma, la cartilagine si assottiglia fino a scomparire. Le ossa arrivano a sfregare l'una contro l'altra durante il movimento e compaiono su di esse delle protuberanze, denominate becchi artrosici, che possono ostacolare ulteriormente il movimento.

Tra i fattori che concorrono a causare l'artrosi i principali sono il sovraccarico articolare legato all'uso eccessivo (es per attività lavorativa o sportiva svolta), il sovrappeso corporeo, eventi traumatici l'invecchiamento.

In Italia la prevalenza dell'artrosi aumenta con l'età e si calcola che siano affetti da artrosi il 60% degli ultrasessantenni, il 70% degli ultrasettantenni e l'80% degli ultraottantenni ( dati Istituto Superiore Sanita' 2014).

 

In provincia di Asti, sulla base di questi dati, si può ipotizzare che circa 33.000 persone ultrasessantenni soffrano di artrosi ad una o più articolazioni.

I sintomi principali sono il dolore articolare, soprattutto in carico, l'infiammazione e la riduzione della mobilità dell'articolazione, rigidità mattutina e al movimento dopo un periodo di riposo, riduzione della forza muscolare nel distretto colpito fino all'impotenza funzionale.

Secondo le più recenti Linee Guida internazionali relative al trattamento dell'artrosi (OARSI 2014 e EULAR 2016),l'intervento, per essere efficace, deve non limitarsi ai soli farmaci. Farmaci che peraltro hanno per lo più un'azione sintomatica in fase di riacutizzazione del dolore e non agiscono quindi sulla prevenzione del peggioramento della patologia.

L'attività fisica rientra negli interventi maggiormente raccomandati rallentare l'evoluzione della disabilità causata dall'artrosi e prevenire i danni legati all'inattività cui la persona tende a causa del dolore e della rigidità.

 

L'OMS equipara addirittura i suoi effetti nel caso dell'artrosi ad un farmaco.

Quali sono i benefici dell'attività fisica nel trattamento dell'artrosi?

L'attività fisica si prefigge di prevenire lo sviluppo della patologia e di favorire il miglioramento delle abilità motorie e funzionali delle persone.

I benefici riguardano innanzitutto il sistema muscoloscheletrico: aumento della forza, elasticità e resistenza muscolare, aumento della flessibilità articolare, riduzione del dolore dovuto alla presenza di contratture muscolari.

Inoltre l'attività fisica produce miglioramenti sul funzionamento dell'intero organismo, dalla funzione cardiovascolare e respiratoria alla digestiva e agisce sul contenimento di malattie sistemiche quali diabete, ipertensione, sindrome metabolica, etc

Quali tipi di attività fisica sono indicati, in quali dosi vanno praticate e quali attività invece è meglio evitare?

L'attività fisica è indicata in fase di quiescenza della patologia, cioè quando il dolore non è continuo e non è intenso.

In fase di riacutizzazione il riposo, eventualmente associato al trattamento farmacologico, è l'intervento elettivo.

Viene raccomandata un'attività in palestra o in piscina a bassa intensità, di tipo aerobico, a corpo libero. I movimenti non devono essere bruschi, non devono richiedere scatti né comportare un elevato impegno fisico ( es non è indicato il sollevamento pesi).

L'attività deve comportare un ridotto “stress ortopedico”, cioè deve sollecitare in misura moderata le articolazioni, in particolare sotto carico compressivo. Ciò significa per esempio in caso di artrosi a livello di anche e ginocchia limitare le attività in piedi, in caso di artrosi alle spalle le attività a braccia sopra il capo.

Il cammino è indicato solo per brevi tratti, meglio optare per la bicicletta (o la cyclette).

La corsa, che comporta microtraumi ripetuti sulla colonna e sugli arti inferiori non è indicata così come le attività che prevedono contatti fisici e quindi possono provocare traumi.

Possono essere invece benefiche tutte le attività che producono rilassamento e allungamento muscolare, mobilità delle articolazioni e stimolano l'equilibrio.

Il nuoto e qualunque attività in piscina, dato che in acqua il carico sulle articolazioni si annulla, è fortemente raccomandato.

In ogni caso, qualunque sia l'attività praticata essa non deve aumentare il dolore articolare e muscolare e non deve affaticare.

Pertanto occorre sempre una gradualità nell'allenamento e regolarità nella pratica.

Tra le attività fisiche raccomandate rientra a pieno titolo per i soggetti affetti da artrosi l'Attivita' Fisica Adattata ( AFA).

Si tratta di un'attività fisica a bassa intensità, aerobica, con le necessarie modifiche perchè persone con patologie specifiche possano parteciparvi e possano farlo senza rischio che si prefigge il mantenimento delle abilità motorie e funzionali e la lotta alla sedentarietà.

L’afa non è esercizio fisico a scopo terapeutico, non è attività sanitaria riabilitativa, ma attività di tipo ludico-ricreativa di mantenimento e prevenzione: interviene nella fase di stabilizzazione e di esiti quando il percorso riabilitativo ha esaurito i propri obiettivi, oppure nelle fasi di relativa stabilizzazione delle malattie cronico-progressive.

Esiste una letteratura scientifica consolidata che dimostra che un’attività fisica strutturata, regolare e continuativa nel tempo può correggere il circolo vizioso disabilità-inattività fisica.

 

Il progetto “La Salute è… movimento” si rivolge anche a persone over 65 anni affette da artrosi e prevede, dopo l'invio da parte dei Medici di Medicina Generale, una valutazione preliminare da parte dei Fisioterapisti dell'ASL AT volta a confermare l'idoneità all'attività e a personalizzarla, ad indicare le cautele e le modalità.

Il progetto si sta piano piano ampliando e nuovi comuni hanno aderito all’iniziativa. Lo hanno fatto i Comuni di Canelli, Refrancore e San Damiano

E’ importante ricordare la collaborazione tra l’Asl e il Corso di Laurea in Scienze motorie che ha coinvolto per l’Asl la Dott.ssa Raffaella Marmo, fisioterapista, Responsabile Percorso Riabilitativo e la struttura Direzione Prof Sanitarie. Per il Suism il Prof. Musella, il Dott. Fabio Carlevaro, gestione della segreteria organizzativa del progetto in collaborazione con la Prof.ssa Francesca Magno e la Prof.ssa Giulia Bardaglio.

Numeri in sintesi

Villafranca d'Asti

Periodo di attività: da marzo a giugno 2017

N° partecipanti: 15

Ore di lezione: 35

Qualifica istruttori: Laureati in scienze delle attività motorie e sportive

Comuni interessati: Nizza e Villafranca d'Asti

Cicli di attività: sono stati svolti 3 cicli e mezzo (l'ultima parte è stata fatta di metà corso per arrivare a fine giugno su richiesta degli iscritti)

Nizza

Periodo di attività: da marzo a giugno 2017

N° partecipanti: 14

Ore di lezione: 35

Qualifica istruttori: Laureati in scienze delle attività motorie e sportive

Comuni interessati: Nizza e Villafranca d'Asti

Cicli di attività: sono stati svolti 3 cicli e mezzo (l'ultima parte è stata fatta di metà corso per arrivare a fine giugno su richiesta degli iscritti)

Periodo da ottobre a oggi

 

Villafranca d'Asti

Periodo di attività: da ottobre 2017 a oggi

N° partecipanti: 30

Ore di lezione: 10

Qualifica istruttori: Laureati in scienze delle attività motorie e sportive

Comuni interessati: Nizza e Villafranca d'Asti

Cicli di attività: 1 ciclo

 

Nizza

Periodo di attività: da ottobre 2017 a oggi

N° partecipanti: 18

Ore di lezione: 10

Qualifica istruttori: Laureati in scienze delle attività motorie e sportive

Comuni interessati: Nizza e Villafranca d'Asti

Cicli di attività: 1 ciclo

 

 

Asti, 3 novembre 2017

 

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Mob. 335.6817209 – claudio.risso58@gmail.com

Asti,
11/03/2017

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Ultimo aggiornamento del 3/11/2017


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