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UNA COLONNA LAPAROSCOPICA DI ULTIMISSIMA GENERAZIONE

LA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI ASTI DONA UNA COLONNA LAPAROSCOPICA DI ULTIMISSIMA GENERAZIONE

 

L’Apparecchiatura sarà usata nella chirurgia dei tumori del colon e per la rimozione del linfonodo sentinella con tecniche non invasive

 

Una colonna endoscopica di ultimissima generazione, una delle prime di questo genere consegnata in Piemonte, con una capacità di definizione 4 volte superiore al normale HD. E’ l’ultima donazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti all’Ospedale Cardinal Massaia.

Si tratta di una colonna Olimpus Visera Elite 2 ed è un’apparecchiatura di ultimissima generazione “e permette di fare due cose fondamentali – illustra il direttore della Struttura di Chirurgia Vincenzo Sorisio – per prima cosa ci consente di vedere la vascolarizzazione dell’intestino nella chirurgia dei tumori del colon e, non meno importante, permette il rilevamento del linfonodo sentinella”

L’apparecchiatura, inoltre, è predisposta per vedere le immagini in 3D

L'innovativa apparecchiatura verrà utilizzata per interventi chirurgici sempre più mirati e meno invasivi ed è un preziosissimo strumento che consente di eseguire diversi tipi di interventi in laparoscopia. Una tecnica che, grazie alla mini invasività, presenta numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale: riduzione del dolore postoperatorio, diminuzione delle perdite ematiche e del rischio di infezioni, decorso post-operatorio molto più rapido con minore dolore e degenza generalmente limitata a pochi giorni, risultati estetici nettamente migliori.

“Prima in Italia 3D HD con sistema 4K reali che ci consente una altissima visione – spiega Maggiorino Barbero, Direttore del Dipartimento Materno infantile - ha un sistema ICG che consente di utilizzare la tecnica di ricerca del linfonodo sentinella con il sistema colorante ‘Verde indocianina’. Invece di togliere tutti i linfonodi come facciamo ora ma solo quello colpito consente di utilizzare la stessa tecnica che viene da tempo utilizzata per il tumore alla mammella.”.

"Questa nuova tecnologia - afferma il direttore generale dell’Asl AT Ida Grossi - arricchisce l'offerta che Asti è in grado di dare come punto di riferimento per la chirurgia generale e per la rete oncoginecologica della territorio astigiano ma non solo. Siamo davanti a una chirurgia meno invasiva e sempre più laparoscopica che consente interventi mirati e meno dolorosi e con tempi di recupero più rapidi”.

L’Assessore regionale Antonio Saitta ha sottolineato il significato delle donazioni in ambito sanitario: “Quanto mai preziose per un sempre migliore aggiornamento delle tecnologie delle nostre strutture. Un grazie alla Fondazione e al suo impegno sul territorio”.

Il Presidente Mario Sacco, ricorda il ruolo della Fondazione e del suo impegno per il territorio “Sosteniamo il settore della sanità ma riteniamo che sostenere un ospedale di grande eccellenza come quello di Asti posso dire che in ogni reparto c’è grande eccellenza. Stiamo programmando il bilancio e la collaborazione e il sostegno è ancora ribadito”.

Costo dell’apparecchiatura 73 mila euro

Alla conferenza erano presenti anche il sindaco della città di Asti Maurizio Rasero, l’assessore Mariangela Cotto, la consigliera regionale Angela Motta e il presidente dell’ordine dei medici Claudio Lucia. Tutti hanno sottolineato l’importanza di continuare a lavorare in rete.

Asti,
10/09/2017

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Ultimo aggiornamento del 9/10/2017


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