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FOCUS E CAMPAGNE DI COMUNICAZIONE

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PERCORSO DONNA

“Per violenza nei confronti delle donne si intende una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano, o sono suscettibili di provocare, danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella sfera pubblica che nella sfera privata” (art. 3, comma a, Convenzione di Istanbul del Consiglio d'Europa)

La violenza sulle donne si manifesta in diversi modi che vanno dalla violenza sessuale a quella psicologica ed economica. Una donna vittima non si apre facilmente e tende a giustificare l’aggressore, oppure a stare in silenzio per paura delle conseguenze, pensando di essere da sola ad affrontare tale situazione.

All’ASL AT è attiva l’Équipe multiprofessionale aziendale per l’assistenza delle vittime di violenza sessuale e domestica, che prende in carico la vittima di violenza sin dal primo accesso. Al suo interno, operatori provenienti dai servizi sia ospedalieri sia territoriali: medici e infermieri del Pronto Soccorso, assistente sociale, ginecologa, psicologa, referente e psicologa del Consultorio, mediatrici culturali e Consigliera delle pari opportunità. La referente del Gruppo coordina le varie azioni e si relaziona con i servizi di altri enti ed associazioni del territorio che, con l’Asl, hanno condiviso e sottoscritto il Protocollo di intesa per l’istituzione della rete antiviolenza di genere della provincia di Asti.

Il Pronto Soccorso rappresenta il principale punto di accesso per i casi di violenza di genere. Per prima cosa, al momento del triage, la vittima viene visitata e le viene attribuito un Codice colore a seconda della gravità delle lesioni. Insieme a questo, le viene anche attribuito il “codice rosa”, visibile solo al personale sanitario al fine di garantirle l’adozione di una serie di misure di riservatezza ad ulteriore tutela della propria situazione di fragilità.

A questo punto, di norma, le infermiere propongono alla vittima l’opportunità di attendere le cure all’interno della STANZA DELLA FRAGILITA’, nella quale verrà successivamente visitata e potrà avere un colloquio con il medico, ricevere la visita dell’assistente sociale e, con questi, eventualmente programmare un percorso psicologico (Psicologia Clinica).

In particolare, per le vittime di violenza sessuale, la paziente verrà accompagnata in Ginecologia  dove medici ed infermieri le assicureranno un percorso protetto e tempi quanto più possibile rapidi secondo una specifica procedura aziendale.

Una volta ricevute tutte le cure necessarie, la donna sarà ancora seguita dall’assistente sociale dell’AST AT, che potrà occuparsi della vittima durante il periodo di degenza, offrirle informazioni ed orientarla rispetto ai percorsi ed alle figure professionali cui far riferimento una volta dimessa dall’ospedale.

Una parte delle vittime che si rivolgono al Pronto Soccorso a seguito di una violenza subita sono donne che spesso provengono da altri paesi e che possono avere difficoltà nel comunicare, oltre che per lo shock, perché non conoscono la lingua italiana. Proprio per questo, l'ASL di Asti affianca alla vittima straniera una mediatrice culturale sin dall'inizio, in modo tale da farla sentire a proprio agio sapendo di aver al proprio fianco qualcuno che può comprenderla pienamente sia a livello linguistico che culturale, riuscendo così a creare un ponte capace di avvicinare le vittime straniere alle istituzioni pubbliche. Servizio di Mediazione Culturale

Fuori dall’ospedale, ma in stretta collaborazione con le strutture al suo interno, agisce a supporto delle donne vittime di violenza il Consultorio famigliare.

Il Consultorio, infatti, rappresenta una seconda via di accesso ai servizi dell’Asl AT per i casi di violenza di genere, mettendo anche in questo caso a disposizione psicologi, assistenti sociali, educatori e mediatori culturali, che lavorano in rete con il Gruppo di coordinamento aziendale.

Seguendo gli impegni assunto con il Protocollo di intesa della rete antiviolenza della provincia di Asti l’Asl AT, inoltre, ha aderito al progetto, SOS donna nato per agevolare la visione d’insieme sui servizi attivi sul territorio astigiano contro la violenza di genere e fornire informazioni integrate per un aiuto immediato. Si tratta di un’esperienza unica nel contesto piemontese, un progetto pilota che, tra l’altro, coinvolge una classe dell’Istituto Monti – Liceo Scienze Umane con un progetto inquadrato nell’alternanza scuola-lavoro.

Asti,
04/04/2019

Allegati

PROTOCOLLO RETE ANTIVIOLENZA205 kb

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Ultimo aggiornamento del 9/4/2019

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